Staritsa e il Monastero della Dormizione

Questa piccola cittadina offre una lezione di storia russa e una serie di panorami mozzafiato sul Volga.

Situata vicino alla confluenza del fiume Staritsa con il Volga, al margine orientale del Rialto del Valdai, l’insediamento fu fondato nel 1297 come fortezza, con il nome di Gorodok, dal principe Mikhail Jaroslavich di Tver (1272-1318). Mikhail viveva una feroce rivalità con il principe Jurij Danilovich di Mosca, e dopo una complicata serie di eventi fu ucciso nel novembre del 1318 dal signore tartaro Uzbeg Khan. Nonostante la sua opposizione a Mosca, Mikhail fu considerato un martire e canonizzato dalla Chiesa ortodossa nel 1549.

Insieme all’intero Principato di Tver, la città fu assorbita dalla Moscovia nel 1485. Alla morte del Gran Principe Ivan III (il Grande) di Mosca, nel 1505, l’area conosciuta come Staritsa fu concessa al sesto figlio di Ivan, Andrej (1490-1537), come appannaggio; una sovvenzione data ai figli minori dei sovrani. Formalmente riconosciuta nel 1519, Staritsa rimase per diversi decenni l’ultimo principato della Russia, ma fu conquistata da Ivan il Terribile nel 1566, come parte della sua oprichnina. Entrambi i governanti del principato di Staritsa, Andrej e suo figlio Vladimir, avrebbero incontrato un tragico destino.

Prima che la città fosse fondata, esisteva già qui una presenza russa: il Monastero della Dormizione, fondato intorno al 1110. Sebbene fiorente nel XIII secolo, il monastero fu distrutto nel 1292 a seguito di un’incursione tatara, istigata come parte di una faida tra principi russi.

Il monastero della Dormizione

Il Monastero della Dormizione fu ricostruito all’inizio del XVI secolo dal principe Andrej, come fulcro del suo nuovo principato. Sebbene da allora sia stato modificato, alcune delle strutture che furono erette allora, in pietra calcarea e mattoni, esistono ancora, compresa la chiesa principale, che è dedicata alla Dormizione.

La Cattedrale della Dormizione era una combinazione di elementi di chiese precedenti di Mosca, come la Cattedrale del Salvatore dell’inizio del XV secolo nel complesso del Monastero del Salvatore e di Andronico e la Cattedrale della Natività della Vergine (1500-05) nel Convento della Natività. Le quattro campate angolari erano ribassate e sostenevano cupole secondarie, mentre la cupola centrale svettava in alto. La parte principale della struttura poggiava su una base rialzata pensata come cripta funeraria per i principi di Staritsa. Ma il destino decise altrimenti.

Per sua sfortuna, Andrej entrò in conflitto con Elena Glinskaja, la seconda moglie di suo fratello maggiore, il Gran principe Basilio III. Dopo la nascita nel 1531 del loro figlio ed erede al trono, Ivan IV (“il Terribile”), Elena iniziò a sospettare che Andrej fosse un potenziale rivale per il giovane erede, e quindi una minaccia per la stabilità dinastica; un problema costante nella Moscovia del XV secolo, prima del del regno di Ivan III il Grande (sul trono dal 1462 al 1505).

Nel 1537, Andrej fu catturato su istigazione di Elena e gettato in una prigione di Mosca, dove morì poco dopo. Tuttavia, fu sepolto con onore nella Cattedrale dell’Arcangelo del Cremlino, che fungeva da luogo di sepoltura per i principi di Mosca.

Dieci anni dopo, nel 1541, il figlio di Andrej, Vladimir, ottenne il principato di Staritsa. Anche se Vladimir servì Ivan IV a vario titolo, cadde in disgrazia. Arrestato nel 1569, venne costretto a bere il veleno e fu poi seppellito con onore nella cattedrale dell’Arcangelo. Sia il padre che il figlio furono dunque sepolti nel più importante santuario principesco della Moscovia.

Nonostante questa triste storia, Ivan il Terribile guardò favorevolmente a Staritsa e al suo monastero. Nel 1569, il suo sostegno portò alla costruzione di un refettorio e di una chiesa annessa, dedicata alla Presentazione della Vergine Maria (un altare laterale era dedicato a Sant’Arsenio, vescovo di Tver). Svettante grazie alla sua alta torre a “tenda” sulla struttura principale, la chiesa fu consacrata nel 1584, anno della morte di Ivan.

Durante questo periodo, il monastero fu guidato dall’abate Giobbe, che prestò qui servizio dal 1559 fino al suo trasferimento a Mosca, nel 1571, su ordine di Ivan. A Mosca divenne capo prima del monastero di Simonov e poi del potente monastero del Nuovo Salvatore (Novospasskij), con le sue strette connessioni alla corte. Nel 1589, durante il regno di Fjodor, figlio di Ivan, Giobbe fu nominato primo patriarca dell’ormai indipendente Chiesa ortodossa russa.

Il mandato di Giobbe coincise con uno dei periodi più turbolenti della storia russa. Con la morte dello zar Fjodor nel 1598, ebbe fine la prima dinastia della Russia, quella dei Rjurikidi. Il boiardo di corte Boris Godunov fu scelto come nuovo zar e la posizione di Giobbe rimase intatta.

Ma dopo l’improvvisa morte di Boris nel 1605 si venne a creare un vuoto dinastico che portò a un conflitto diffuso, conosciuto come il Periodo dei Torbidi. Giobbe rifiutò di sostenere le pretese di un pretendente al trono conosciuto come Falso Dimitri I, che fingeva di essere il figlio di Ivan il Terribile, lo zarevich Dmitrij, ucciso in circostanze misteriose a Uglich, nel 1591.

I sostenitori del pretendente al trono condannarono Giobbe, che fu successivamente esiliato nel monastero della Dormizione di Staritsa, dove morì nel 1607 e fu sepolto nel luogo in cui si trovava il campanile del monastero. Dopo l’inizio della dinastia dei Romanov, nel 1613, Giobbe fu considerato una figura eroica, e le sue spoglie furono solennemente seppellite nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca nel 1652.

La sepoltura originale di Giobbe nel monastero della Dormizione fu commemorata con la creazione di una cappella quando il campanile fu ricostruito intorno al 1685. Il patriarca Giobbe è stato canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 1989.

Altre importanti aggiunte al Monastero della Dormizione includono la Chiesa di San Giovanni il Divino, un piccolo tesoro costruito nel 1694 sopra la porta principale del monastero, lungo la parete ovest, di fronte al fiume Volga. Dopo un’inondazione nel 1810, la Porta Santa fu trasferita al muro meridionale. Nel 1885, l’abate Agafangel progettò la costruzione della torre della Dormizione ottagonale sopra la porta.

L’ultima aggiunta importante al complesso monastico fu la costruzione nel 1819 della grande chiesa della Santissima Trinità, progettata in stile neoclassico e attaccata direttamente alla facciata nord della Cattedrale della Dormizione.

Con l’istituzione del potere sovietico, l’abate del monastero, Pavel, fu ucciso nel 1918. Poco dopo, il monastero fu chiuso, e negli anni Trenta le sue mura, che erano state ricostruite in mattoni durante il XVIII secolo, furono smantellate per ricavarne materiale da costruzione. Le chiese vuote furono usate come magazzini.

Durante la Seconda guerra mondiale, Staritsa rimase occupata dai tedeschi dal 12 ottobre 1941 fino alla sua liberazione, il 1º gennaio 1942, durante la controffensiva sovietica intorno a Mosca. Dopo la guerra, furono fatti sforzi per conservare il prezioso complesso storico del monastero. Nel 1996, il monastero è stato restituito alla Chiesa ortodossa.